specialisti nella produzione di impianti per fluidi supercritici.

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Le microalghe sono utilizzate in acquacoltura per lo svezzamento delle larve di specie ittiche d’allevamento (orata, branzino, sogliola, tonno ) per arricchire l’alimentazione costituita da microcrostacei (es. Artemia) e/o da zooplancton (es. Rotiferi) e per l’allevamento di molluschi bivalvi.Per arricchire le larve essenziali per le specie marine, si tende a simulare quanto avviene in natura utilizzando specie microalgali come Chlorella Salina, Chaetoceros Calcitrans, Nannochloropsis Oculata, Isochrysis Galbana. I test effettuati da avanotterie in tutto il mondo e le numerose applicazioni in acquacoltura hanno verificato come le diete che comprendono queste specie algali apportino un considerevole arricchimento in acidi grassi polinsaturi (PUFA) innanzitutto nell’ Artemia e nei Rotiferi che sono i primi elementi nutritivi nella catena alimentare ittica.Le sperimentazioni condotte da Exenia Group S.r.l. su Nannochloropsis oculata allo scopo di ottimizzare la produzione di PUFA hanno rilevato che, nel terreno impiegato per la coltura di questo microrganismo, con l’aumento di nitrati, fosfati e con bassa salinità e temperatura si aumenta il contenuto di EPA direttamente nel microrganismo fotosintetico, fino a portarlo a circa il 3% del peso secco. In altre sperimentazioni si è agito sui livelli di fosfati, di nitrati, salinità, temperatura e quantità di CO2  per stabilire l’influenza sulla crescita delle cellule fotosintetiche e sulla produzione di EPA.In linea con questi studi che considerano la Nannochloropsis oculata un’importante fonte di EPA e ne definiscono le potenzialità di accrescere questo loro apporto di PUFA agendo su fattori come i terreni di coltura, la luce, la temperatura e la somministrazione di CO2 , si è proseguito nel seguente modo:

  • caratterizzazione, attraverso i dati di letteratura, dei principali microrganismi che possono essere fonte di P.U.F.A e risultare così interessanti per il progetto
  • individuazione dei metodi di coltivazione individuabili in letteratura: terreni di coltura, tipologia di luce, somministrazione di CO, temperatura
  • test di coltivazione in laboratorio ed individuazione del miglior metodo di coltivazione che ottimizzi le condizioni operative (composizione dei terreni di coltura, tipologia di luce, quantità di CO2 da insufflare,
  • individuazione della miglior configurazione di fotobioreattore

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